Università del Levante Aldo Moro?

L’associazione ‘Studenti per l’Università’, visti i fatti che recentemente hanno interessato il nostro Ateneo, riguardo la possibilità di cambiare la già nota denominazione Univ. degli studi di Bari in ‘Università del Levante – Aldo Moro’, ritiene indispensabile palesare il proprio giudizio favorevole alla proposta fatta dal rettore. La nostra analisi parte dalla convinzione che un cambiamento in tal senso non rinneghi la tradizione, ma riconosca la volontà di eccellenza, attenzione, promozione di cultura e senso civico che il nostro ateneo sta intraprendendo negli ultimi anni. Pur non riconoscendoci nella concezione di illegalità diffusa, crediamo indispensabile riconoscere il sano tentativo di quanti operano nella nostra università per riproporla come laboratorio della futura classe dirigente ed è giusto in questo passaggio prendere coscienza degli errori fatti e farne frutto con gli adeguati cambiamenti.’del Levante’, nello specifico, ci sembra in coerenza con l’operazione di apertura e riconoscimento che la nostra Università sta operando sul territorio, dimostrando attenzione a tutte le realtà ad essa figlie; oggi la nostra università è promotrice di cultura su Bari, Brindisi, Taranto, Tirana, Salento e Murge, quindi ‘Levante’ sarebbe un giusto riconoscimento al tentativo di crescita e consolidamento che si cerca di perseguire. Rispetto all’intitolazione ad ‘Aldo Moro’, che è stato teatrino di dibattiti anche politici, intendiamo questa come il riconoscimento allo studente ed al docente che sempre è stato legato ed affezionato alla sua terra come alla sua università; l’uomo che ha difeso l’Università di Bari nelle rispettive sedi e che ha sempre dimostrato responsabilità eccellente negli impegni presi con i suoi studenti. A tal proposito, ci permettiamo di ricordare le lettere da lui scritte durante i 55 gg di prigionia in cui il prof. A. Moro si preoccupava, scusandosi, di non aver potuto finire il suo ciclo di lezioni o di non aver potuto finire di seguire i suoi tesisti e studenti. Questa posizione così coscienziosa da parte di un docente fa impressione in una università dove l’assenteismo non è il frutto di uno stato di prigionia, ma spesso del tempo prestato a servizio di studi privati. La figura di A. Moro è un riconosciemento che non va macchiato e qualsiasi persona operante all’interno del nostro Ateneo dovrebbe sentirsi orgoglioso di portare sulle spalle il ricordo di un uomo che ha scritto la storia della nostra nazione con la sua intelligenza, coscienza, attenzione e fede.                        

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